Pendola Francese Barrand “l’allegoria dello studio e delle scienze”

Importante pendola francese rappresentante l’allegoria dello studio e delle scienze.

Cassa: in bronzo dorato e brunito rappresentante una figura femminile  in bronzo brunito, personificazione dello studio e delle scienze adagiata su tre libri in bronzo dorato posti su un parallelepipedo anch’esso dorato, su due dei tre libri è leggibile “ASTRO/TOM.1”, “PHYSIQ/TOM.3”, nella mano destra regge una pergamena arrotolata in bronzo dorato. Il parallelepipedo è decorato nella parte alta con un drappo, mentre più in basso con un  gallo (simbolo di Francia) e  due torce, nel centro è posto l’orologio.

Il tutto è posto su una base in marmo rosso “griotte” ornata da un grande bassorilievo in bronzo dorato lucido e satinato raffigurante sei putti che studiano architettura, astronomia e disegno. La base poggia su quattro piedini torniti in bronzo dorato.

Quadrante: in smalto bianco con numeri romani per le ore e fascia tratteggiata con numeri arabi (60,15,30,45) per i minuti in smalto nero. Lancette dorate ed incise. Due fori di carica.

Movimento: in ottone dorato, scappamento ad ancora, sospensione del pendolo a filo di seta, suoneria delle ore e delle mezze ore su campana.

Firmata: sul quadrante “Barrand a Paris”. Cassa in bronzo attribuita a Pierre-Victor Ledure.

Periodo e provenienza: Luigi XVI, circa 1775. Parigi, Francia.

Dimensioni: cm. 70 (altezza), cm. 42 (larghezza), cm. 18 (profondità).

Maggiori Informazioni:


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Note:

Sul libro Tardy, “Les Plus Belles Pendules Françaises”, 1994, a pagina 252, è illustrata una pendola identica con un gallo e una coppia di torce fiammeggianti sotto il quadrante e una base in marmo con cassa di Pierre-Victor Ledure e con il quadrante firmato Barrand à Paris (presumibilmente la presente pendola) e la indica come parte dalla collezione F. Maitzner. (NDR: la collezione di pendole Francis Maitzner fu venduta in asta a Parigi presso Drouot Richelieu il 21 giugno 1989).

Una pendola dello stesso modello, ma totalmente realizzata in bronzo dorato è pubblicata sul libro “French Bronze Clocks” di Elke Niehüser, 1997, a pagina 77, mentre a p. 231, tav. 715, è illustrato un modello di cassa quasi identico.

Una pendola simile è pubblicata sul libro tedesco “Vergoldete Bronzen” scritto da Hans Ottomeyer and Peter Pröschel, 1986, alla pagina 349, tav. 5.6.8, che illustra una cassa di orologio pressoché identica attribuita al bronzista Pierre Victor Ledure, 1814, collocata oggi presso l’Ambasciata britannica di Parigi. Gli autori indicano questa pendola come quella offerta da Ledure per la sua residenza di Würzburg intorno al 1813 e valutata 800 franchi.

Altre pendole di questo modello sono in possesso delle collezioni del Palacio de Viana a Madrid (Spagna), vedi foto qui a destra, del “Royal Pavillon” a Brighton (Regno Unito) e del Castello di Schleißheim, a nord di Monaco di Baviera.

Étienne-Victor Barrand (1759-1832)

orologiaio installatosi presso rue du Faubourg-Saint-Honoré a Parigi nel 1805.

Tra le varie collaborazioni vi fu sicuramente quella con il bronzista Antoine-André Ravrio (1759-1814) per la realizzazione di un orologio, firmato Barrand horloger, che fu consegnato da Ravrio per la camera da letto del principe Murat, al primo piano del Palazzo dell’Eliseo. Nel 1809, l’orologio fu inventariato nella camera da letto di Napoleone I al piano terra, dopo che il palazzo era diventato residenza imperiale, e vi rimase fino al 1972 (ora è conservato presso il Mobilier national, inv. GML 7246).

Pierre-Victor LEDURE ( Parigi 22/11/1783 – post 1840)

Nato a Parigi nel 1783, Ledure fu apprendista presso il celebre bronzista André-Antoine Ravrio (1759-1814). Strinse una profonda amicizia con Ravrio e con il figlio adottivo di quest’ultimo, Louis-Stanislas Lenoir-Ravrio (1783-1846), entrambi testimoni di nozze al suo matrimonio nel 1811. La moglie di Ledure, Geneviève, era figlia di un ex doratore, Edme Dartois (m. 1796), mentre suo fratello, Jean-Edme, era bronzista.

Si distinse tra i più importanti bronzisti dell’inizio del XIX secolo. Ledure ricevette importanti commissioni e godette del patrocinio di una facoltosa clientela internazionale. Tra questi, l’Arciduca di Toscana, Duca di Franken, che nel 1813 gli commissionò un importante arredo in bronzo per la sua residenza di Würzburg. L’ordine includeva un orologio con cassa raffigurante uno Studio appoggiato su un podio, del costo di circa 800 franchi. Tra le altre casse di orologio di Ledure, ce n’era una del 1820, simile a un tempio greco, realizzata per la residenza del Duca di Wellington a Strafield Saye House, nell’Hampshire.

Ledure si assicurò anche una serie di importanti contratti tramite il governo di Luigi Filippo. Ad esempio, nel 1835, realizzò elaborati candelabri e fiorami in stile rinascimentale per le Sale del Trono delle Tuileries.

Esempi delle opere di Ledure si trovano in numerose importanti collezioni private e pubbliche, tra cui il Museo de Reloges di Jerez de la Frontera; il Palais Vienna di Madrid; il Royal Pavilion di Brighton e l’Ambasciata britannica a Parigi.