Pendola Francese “Diana e il cervo”

Antica e grande pendola francese rappresentante la Dea Diana (o dea greca Artemide), dea della caccia e protettrice degli animali selvatici, affiancata dal cervo.

Cassa: in bronzo brunito e dorato su base in marmo rosso griotte rappresentante la Dea Diana nell’atto di prendere una freccia dalla faretra, alla sua sinistra un cervo nell’atto di compiere un balzo, alla sua destra un tronco d’albero alla quale è avvinghiato, attorno al quadrante, un serpente. Alla base fregi, bassorilievi e piedi leonini.

Quadrante: in smalto bianco con numeri romani in smalto nero. Lancette brunite.

Movimento: in ottone dorato con scappamento ad ancora, sospensione a filo di seta, suoneria delle ore e delle mezze ore su campana.

Firmata: sul retro del quadrante “Hedouin Dutertre”.

Periodo e provenienza: Luigi XVIII, circa 1820.

Dimensioni: cm 80 (altezza); cm 57 (largh.); cm 26 (profondità).

Hedouin Dutertre: Succedette all’orologiaio Faloise rilevandone la bottega nel 1812 in Rue Montmorency a Parigi.

Fonte: “ Dictionnaire des Horlogers français, Tardy, pag. 294”.

Maggiori Informazioni:


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Note:

Una pendola uguale, ma con differenti colori, fa parte del patrimonio nazionale spagnolo ed è pubblicata sul libro “Catalogo de Relojes del Patrimonio Nacional” alla pagina 319. Un’altra pendola dello stesso modello è pubblicata sul libro “Vergoldete Bronzen” alla pagina 398.

Una pendola pressoché identica fa parte della collezione del Mobilier National francese ed è pubblicata sul libro di Dupuy-Baylet (Marie-France), “Pendules du Mobilier national 1800-1870”, Dijon, 2006, pp.162-163.

Il soggetto della presente pendola, la dea Diana, è sicuramente ispirato alla statua in marmo “Diana di Versailles”: una statua in marmo della dea romana Diana con un cervo. Attualmente si trova al Museo del Louvre (Parigi). La statua è anche conosciuta come Diana à la Biche o Diane Chasseresse (“Diana Cacciatrice”), Artemis of the Chase e Artemis with the Hind.

Si tratta di una copia romana (I o II secolo d.C.) di un originale greco in bronzo perduto attribuito a Leochares, c. 325 a.C.