Note:
Pochi esemplari del presente modello di pendola sono conosciuti. Uno di essi è pubblicato sul libro “Encyclopedie de la pendule française du moyen age au XX siècle” di Pierre Kjellberg a pag.435 (come da fotografie sotto).
L’ape è stata la firma e l’emblema di Napoleone Bonaparte (la si trova su mobili personali, dipinti e oggetti di uso quotidiano), egli vedeva la nazione francese sotto forma di un alveare, in cui tutti lavoravano a un singolo scopo: il bene del Paese. Perché la Nazione prosperasse il popolo doveva lavorare insieme per la causa comune.
Un modello identico è passato all’asta di Sotheby’s a Londra il 09 Novembre 2022, lotto 118.
Claude Galle (1758 Villepreux – 1815 Parigi).
Figlio di un allevatore di pollame. Nel 1784 (durante il regno di Luigi XVI) gestiva una lussuosa attività commerciale a Parigi, offrendo un’ampia selezione di oggetti in bronzo di vario tipo, come accessori per mobili, pendole e altri oggetti in bronzo dorato. Maestro bronzista (dal 1786) era uno dei più importanti commercianti di tali beni in tutta la Francia ed Europa, il suo laboratorio stava in Rue du Four a Parigi; in seguito si trasferì in Rue Vivienne. Fu padre di numerosi figli, alcuni dei quali lavorarono nel suo laboratorio, tra cui il figlio Gérard-Jean Galle. Galle collaborò anche con Pierre-Philippe Thomire. Nel 1806, all’Exposition des Produits de l’Industrie, ricevette la “Medaglia d’Argento di Seconda Classe” per la pendola “Diogene e Napoleone”. All’inizio del XIX secolo, decorò numerosi palazzi francesi e italiani con opere in bronzo, tra cui il Palais des Tuileries, il Castello di Fontainebleau, il Castello di Compiègne, il Petit Trianon e Grand Trianon di Versailles. Anche la famiglia imperiale russa acquistò opere di Galle, molte delle quali sono ora esposte all’Hermitage di San Pietroburgo. Dopo la Rivoluzione francese, realizzò altre opere per Napoleone Bonaparte, da cui ricevette, tra le altre commissioni, un’opera del valore di oltre 65.000 franchi per il Castello di Saint-Cloud. Alcuni dei suoi clienti erano lenti a pagare le fatture, il che causò difficoltà finanziarie a Galle. Nel 1811, chiese aiuto e protezione al governo francese, citando i suoi premi e la necessità di sostenere la sua numerosa famiglia e i circa 400 dipendenti che impiegava. Tuttavia, alla fine fu costretto a chiudere la sua attività e morì in povertà nel 1815.






