Note:
La placca centrale in bronzo raffigurante la ninfa Clizia che osserva il sole potrebbe ispirarsi al dipinto eseguito da Charles de la Fosse nel 1688. Il pittore ritrae la fanciulla abbandonata su uno scoglio, in riva al mare. Disperata, osserva Apollo impegnato a “tramontare”.
Clizia, figlia di Oceano (vedi l’ancora a cui si poggia) è la ninfa amata dal dio Sole. Egli però la trascura per recarsi da Leucòtoe (figlia di Orcamo, re degli Achemenidi) di cui si innamora. Ingelosita e offesa, Clizia riferisce l’accaduto al padre di Leucotoe che, spinto dall’ira, seppellisce la figlia viva in una profonda buca.
Apollo, perduta la sua amata e colto da una tremenda disperazione, cosparge il terreno dove è sepolta la ragazza di un nettare profumato dal quale nascerà la pianta dell’incenso. Ripudiata da Apollo, Clizia trascorse il resto dei suoi giorni seduta, nutrendosi solo di brina e lacrime e osservando il dio mentre ogni giorno conduce il carro del Sole. Consumata dall’amore, deperita, si trasformò in un fiore, che cambia inclinazione durante il giorno secondo lo spostamento dell’astro nel cielo, il girasole.









