Pendola Francese Tempio rovine romane

Insolita ed estremamente rara pendola francese rappresentante le rovine di tempio romano .

Cassa: in bronzo cesellato e dorato magistralmente eseguita e rifinita rendendola estremamente reale ad una vera rovina romana, dove ogni pezzo ha una sua fusione ed è collocabile solo nel suo foro. Presenta una fila di quattro colonne doriche scanalate. Queste poggiano su un alto plinto e sostengono un’arcata in rovina. L’edera si arrampica sul plinto e avvolge i fusti delle colonne, fino a raggiungere l’arcata superiore.

Quadrante: in bronzo argentato con decorazione “guilloche” è posto nella parte centrale, fra le due colonne anteriori ed è incorniciato da una fascia in bronzo dorato che simula le crepe di una edificio in rovina. Numeri romani in smalto nero e lancette “Breguet” brunite. Due fori di carica. Straordinario pendolo bimetallico con due teste d’aquila .

Movimento: francese in ottone dorato con sospensione metallica, scappamento ad ancora di Graham e suoneria delle ore e delle mezze.  8 giorni di carica. 

Lo “scappamento ad ancora di Graham” (chiamato anche scappamento a riposo) è un’evoluzione dello scappamento ad ancora che elimina il rinculo della ruota di scappamento, migliorando la precisione degli orologi. Inventato da George Graham intorno al 1715.

Firmata: punzone sul movimento “E & C.” ? “T & C.” ? e n.390 stampigliato sul movimento e più volte sul pendolo.

Periodo e provenienza: Carlo X, circa 1825.Parigi, Francia.

Maggiori Informazioni:


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Note:

Il significato dietro la presente pendola trae ispirazione da varie illustrazioni classiche utilizzate nella pittura mitologica fin dal primo Rinascimento (vedi libro R. Giorgi: “Angeli e demoni”, Milano 2003, p. 193, ‘Homo bulla’). L’opera si concentra sullo stretto rapporto tra “amore/brama di vivere” e la caducità del tempo “mentre giochiamo il tempo evapora come una bolla di sapone”. Seguendo l’aforisma spesso citato nella letteratura classica: “Nos non pluris sumus quam bullae” (“Non siamo altro che bolle”), l’iscrizione sull’orologio “‘DE L’HEURE EN NOS PLAISIRS CETTE BULLE EST L’IMAGE’” sottolinea la fragilità degli esseri umani e la caducità della vita.

Una pendola dello stesso modello sempre con quadranti a “cerchi tornanti” è pubblicata sul libro “French Bronze Clocks” a pagina 176, figura 184. Come è riportato nella didascalia il modello di questa pendola è su disegno del famoso bronzista Louis Stanislaus Lenoir Ravrio.

Una pendola dello stesso modello (ma a quadrante semplice) fa parte della collezione reale spagnola ed è pubblicata sul libro “Catalogo de Relojes del Patrimonio Nacional”  alla pagina 337.

Una pendola dello stesso modello è parte della collezione del Castello di Ehrenburg, antica residenza dei Duchi di Coburgo, della Casata di Wettin. Sorge sulla piazza del Castello della città bavarese di Coburgo, in Germania

I documenti d’archivio mostrano che l’orologio a pendolo, creato intorno al 1815, fu realizzato dalla bottega parigina Lepaute e fornito dal bronzista parigino Lenoir-Ravrio. È rappresentativo di numerosi altri arredi del Castello di Ehrenburg, provenienti da botteghe francesi e acquistati durante il regno del Duca Ernesto I.