Note:
In Francia, le prime rare pendole “a carro” fanno la loro apparizione sotto il regno di Luigi XV, ma è soltanto alla fine del XVIII secolo che questo modello si diffonde con successo.
Ne viene realizzata una grande varietà, carri trainati da cavalli, da leoni, da aquile o da buoi, che trasportano solitamente Cupido, Atena, Apollo, Diana, Cerere, ma anche altri personaggi della mitologia greca.
FIRMA SUL FRONTE DEL QUADRANTE “LEROY A PARIS” (vedi foto gallery)
FIRMA SUL RETRO DEL QUADRANTE “1571 DUB” (vedi foto gallery)
L’alta qualità della cesellatura e della doratura dei bronzi della presente pendola ed il suo design, sono tipici del lavoro del bronzista Jean-Simon Deverberie.
Sono noti solo pochi esemplari simili: uno di questi, identico all’orologio attuale, porta la firma di Deverberie e quella dello smaltatore Dubuisson (vedi Bulletin ANCAHA, op. cit., p. 22, fig. 25).
Un altro orologio identico si trova al Musée François Duesberg di Mons (vedi Musée François Duesberg, Arts décoratifs 1775-1825, Bruxelles, 2004, p. 38) (vedi foto sotto).
n terzo esempio è pubblicato sul libro “French Clocks from the Age of Napoleon” del Phoenix Art Museum, 1998-1999, a pagina 19. Un’altra pendola simile fa parte della “Andrès de Ribera Foundation” a Jerez de la Frontera, ed è pubblicata sul catalogo illustrato “Museo de Relojes” nel 1982, alla pagina 91.
Un pendola simile, ma con base in marmo verde, è pubblicata sul libro “Encyclopédie de la pendule française” alla pagina 416 immagine B.
Un’altra pendola pressoché identica fa parte del Patrimonio Nazionale Spagnolo ed è pubblicata sul libro “Catàlogo de Relojes del Patrimonio Nacional” alla pagina 146.
LE ROY Bazile-Charles (1765 – 1839)
Figlio del noto orologiaio Bazile Le Roy (1731-1804) e nipote di Jean Le Roy, nacque a Parigi nel 1765 e crebbe con una profonda conoscenza del suo mestiere. Basile-Charles poco dopo il 1785 fondò la prestigiosa casa orologiera “Le Roy” a Parigi, all’indirizzo 60 Galerie de Pierre, Palais-Roy, quando il duca d’Orléans (Philippe Egalité) aprì i giardini del Palais-Roy al pubblico e gli edifici ai commercianti. Ciò permise a Le Roy e a diversi altri orologiai di aprire bottega nelle gallerie del porticato. Fu nominato maître horloger nel luglio del 1788 e durante la Rivoluzione lavorò per la Repubblica, periodo in cui firmò il suo nome con la dicitura “Elyor”. Successivamente, trasferì la sua attività alla Galerie Montpensier, 13-15 Palais-Royal, dove la manifattura Le Roy sarebbe rimasta per quasi cento anni. L’inizio del XIX secolo vide la sua nomina a orologiaio di Napoleone Bonaparte, nonché della madre dell’Imperatore, Madame Mère (unico membro della prolifica e sapiente famiglia Le Roy ad aver ricevuto questo riconoscimento nel 1805), della sorella di Npoleone, la Principessa Paolina, e anche di suo fratello Jérôme-Napoléon Bonaparte (1784-1860), Re di Westfalia (intorno al 1810). Inoltre, Le Roy divenne in seguito “Horloger du Roi” durante la Restaurazione, sotto la guida dei duchi di Borbone e di Chartres. Basile-Charles Le Roy meritò incarichi reali e imperiali poiché era uno degli orologiai più importanti del suo tempo, la cui qualità e varietà artigianale trovavano pochi rivali. Per questo motivo, il suo lavoro è ora apprezzato tra alcune delle migliori collezioni pubbliche e private, tra cui il Musée du Louvre e il Ministère de la Guerre a Parigi, il Musée La Chaux-de-Fonds, il Musée Paul Dupuy a Tolosa e il Musées Royaux d’Art et d’Histoire a Bruxelles.
Etienne Gobin detto DUBUISSON (1731 – dopo 1815)
Dubuisson nasce a Lunéville dove lavora come pittore di porcellane, il suo lavoro lo porta a trasferirsi in altre città: Strasburgo e poi Chantilly. Dal 1756 al 1759 lavora, come Coteau (il più importante smaltatore dell’epoca), presso la Sèvres Royal Porcelain Factory, come pittore di fiori e specializzandosi nella smaltatura delle casse per orologi e quadranti per pendole. Durante il decennio del 1790 stabilisce il suo quartier generale presso rue de la Huchette e dal 1812 presso rue de la Calandre. Il suo nome viene associato a quello dei più importanti e mogliori orologiai dei suoi giorni, in particolare Bourdier (come in questo esempio di pendola), Kinable e Robert Robin.
Le sue opere sono oggi conservati in importanti collezioni in tutto il mondo: nella Collezione Hodgkins (ora alla Walters Art Gallery di Baltimora), nella Good Collection (venduto da Christie’s, Londra il 17 luglio 1895), mentre quello di proprietà di Lord Tweedmouth (morto nel 1894) fu venduto da Christie’s, Londra il 25 maggio 1932.
Jean-Simon Deverberie (1764-1824)
Fu un designer, bronzista e mercante di grande successo. La data esatta in cui Deverberie divenne maître bronzier non è documentata, ma sappiamo che lavorava come fonditore nel 1788 e che sposò Marie Louise Verron e non ebbero figli. Fino al 1800 è agli archivi presso Rue Barbette; quattro anni dopo si trasferisce in Boulevard du Temple e dal 1812 fino al 1824 la sua società Deverberie & Compagnie trova sede in rue des Fosses-du-Temple.
L’abolizione dei regolamenti corporativi durante la Rivoluzione francese ha permesso ai fonditori, che durante l’antico regime erano strettamente limitati alla lavorazione del bronzo, di sviluppare ora proprie fabbriche. Deverberie approfittò di questa libertà in modo che ora tutte le fasi del processo di lavorazione del bronzo, dalla fusione, doratura, assemblaggio e vendita al dettaglio potessero avvenire in un unico laboratorio, fondando la compagnia Deverberie et Cie. In questo si dimostrò di grande successo poiché nel 1803 la sua attività valeva 104.000 franchi. La Deverberie et Cie realizzò una vasta gamma di oggetti in bronzo di lusso: chenets, griglie per il fuoco, candelabri e lampadari. Tuttavia, le casse degli orologi erano la specialità dell’azienda. Molti orologiai fornivano i movimenti, tra cui gli orologiai imperiali Henri Lepaute e Lépine, nonché Lemoine, Marc Sandoz e Dubuc (Dubucq). Talvolta Deverberie affidava parte della doratura a Jean Claude Herouard, Jean-Jacques Dubois e altri e acquistava anche coperture di vetro per le casse dei suoi orologi dal famoso soffiatore di vetro Jean-Baptiste Binet così come il marmo di Gilles l’ainé.
A differenza di molti altri importanti maitre-bronzier, Deverberie non ha mai fornito direttamente il “Garde-Meuble”, anche se potrebbe averlo fatto come intermediario. Piuttosto tendeva a rifornire la clientela privata e vendeva le sue casse anche altrove in Europa, a Brest o più lontano a Mosca, ma anche per il mercato di esportazione turco. Deverberie è sicuramente uno degli artisti di maggior successo del suo tempo, ricordato per aver prodotto una serie di importanti bronzi e quasi con certezza, per essere l’inventore delle pendole sul tema “pendule au négre” o “au bon sauvage”. Deverberie desiderava anche esporre i suoi bronzi in tutta Europa, infatti, nel 1802 inviò merce alla fiera di Lipsia, per un valore di 40.000 franchi; una mossa che potrebbe essere stata suggerita dal suo collega bronzier Jean-André Reiche, originario di Lipsia e come Deverberie era il principale e miglior produttore di pendules au Nègre. Molte opere di Deverberie oggi sono conservate in importanti musei e collezioni in tutto il mondo: su pendole del modello “au negre” si trovano al Central Museum di Utrecht (Paesi Bassi), al Musée des Arts Décoratifs di Parigi (Francia), al German Clock Museum a Furtwangen im Schwarzwald (Germania) ed al Metropolitan Museum of Art di New York (Stati Uniti).































