Pendola Francese “la liseuse”

Antica pendola francese “la liseuse”.
Raffinata pendola secondo un modello di Jean-André Reiche (1752 – 1817)

Cassa: in bronzo dorato rappresentante una dama, la liseuse, intenta a leggere un libro ad un tavolo, seduta su di una poltroncina Impero in bronzo brunito e dorato finemente lavorata e decorata con viticci d’acanto e palmette.  Sul tavolo sono appoggiati un libro ed una lampada ad olio per illuminare la lettura. Sotto il tavolo sono montati il movimento ed il quadrante dell’orologio. Il tutto poggia su di una base in marmo verde con quattri piedini dorati e sul davanti due piume incrociate.

Quadrante: a fascia in smalto bianco con numeri romani in smalto nero e fascia tratteggiata per I minuti. Lancette brunite in stile “Breguet”.

Movimento: con suoneria delle ore e delle mezze ore su campana. Pendolo a sospensione in seta. Carica 8 giorni.

Firmata: sul movimento “Pons” (Pierre-Honorè-Cèsar Pons 1773-1851). Cassa in bronzo attribuibile a Claude Galle.

Periodo e provenienza:  Impero, circa 1810. Parigi, Francia

Dimensioni: cm 39 (altezza), cm 35 (larghezza), cm 14 (profondità).

Maggiori Informazioni:


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Note:

Il tema dello “studio”  si ritrova in numerosi orologi da camino risalenti alla fine del XVIII secolo e vede nascere numerosi orologi di questo tipo. Questo modello di pendola testimonia l’interesse suscitato nel corso del XIX secolo per lo sviluppo della conoscenza, essenziale per raggiungere il progresso sia sociale che economico.

La pendola di Jean-Andre Reiche del modello “la lettura” è esposta al Montreal Museum of Fine Arts (Canada).

Un orologio “liseuse” firmato dall’orologiaio Bailly fu consegnato nel 1806 al Segretario di Stato del Regno d’Italia a Fontainebleau, stanza del sig. Aldini (Pendules et bronzes d’ameublement entrés à Fontainebleau sous le premier Empire. Jean Pierre Samoyault, figura 15 pagina 58).

Un orologio identico è illustrato sul libro Tardy, “La Pendule Française”, Vol. II, 1949, p. 363.

Un orologio simile è illustrato sul libro «French bronze clock» di Elke Niehuser alla pagina 86.

Una pendola dello stesso modello è mostrata anche sul libro “Vergoldete Bronzen – Die Bronzearbeiten des Spätbarock und Klassizismus” di H. Ottomeyer / P. Pröschel, München 1986; I, S. 374 (Abb. 5.15.4).