Pendola francese “lyre oscillant” con teste di gallo Mathieu le Jeune

Pendola francese del modello “lira oscillante” in bronzo dorato al mercurio riccamente decorata e base ovale in marmo bianco, detta “aux coqs” decorata con teste di gallo (uno dei simboli della Francia) anziché le più usuali aquile., il che ne fa un pezzo unico.

Quadrante ad anello con, nel  centro, movimento scheletrico a vista. 15 giorni di carica, calendario, suoneria delle ore e delle mezze, scappamento a “chevilles”.

Firmata: sul quadrante Mathieu le Jeune (riconosciuto maître horloger nel 1769).
Periodo e provenienza: Luigi XVI, circa 1780, Parigi, Francia.
Dimensioni: 63 cm (altezza), 32 cm (larghezza), 16 cm (profondità).

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Note

Il modello “lira” ebbe molto successo durante il periodo di Luigi XVI. Si conoscono un certo numero di varianti. Diversi esempi sono illustrati anche da P. Kjellberg nella sua Encyclopédie de la Pendule française, ma anche sul libro LES PLUS BELLES PENDULES FRANCAISES di Tardy, e sul libro VERGOLDETE BRONZEN di Hans Ottomeyer.

Le pendole a lira hanno fatto parti di importanti collezioni in tutto il mondo e alcune sono oggi esposte in importanti musei, come ad esempio due pendole a lira degli orologiai  Jean-Michel Harel ( (inv. PE 1531). ed una dell’orologiaio Bourdier (1774-1791) (inv. 22561) sono conservate al musée des Arts décoratifs di Parigi. Sempre a Parigi al Musée-Cognacq-Jay si trova una pendola a lira in porcellana azzurro. Un’altra pendola lira in porcellana blu fa parte della collezione del Walters Art Museum di Baltimora (USA) ed un’altra ancora del Victoria and Albert Museum di Londra (UK).

Da notare anche un orologio a lira scheletrato illustrato nell’opera di P. Heuer e K. Maurice intitolata “European Pendulum Clocks”. Questo orologio molto finemente intagliato porta sul quadrante la firma di Hubert Sarton, un orologiaio che operava a Liegi, dimostrando così l’ampia diffusione di questo modello molto di moda alla fine del XVIII secolo e all’inizio del XIX secolo.

Mathieu Le Jeune ( – dopo il 1806)

Edme Mathieu conosciuto come “le Jeune” per distinguerlo dal fratello maggiore Claude Mathieu, detto «l’aîné» , ovvero l’anziano,  che lavorava anche lui come orologiaio e decretato maitre horloger nel 1754. Entrambi erano figli di Claude, che lavorava come giardiniere, e di Jeanne Mathieu nata Douine.  Edme viene riconosciuto maître horloger nel 1769.

Edme esercita la sua attività a Parigi prima in rue Mazarine (1759), in rue Matignon (1761) poi in rue Saint-Honoré tra il 1772 e il 1778, successivamente in rue des Fondeurs (1778) ed infine di fronte a l’Oratoire (1800). Anche se non conosciamo la data della sua morte, sappiamo che produrrà ancora all’inizio del XIX secolo.

Il figlio Alexander porterà avanti il mestiere di famiglia durante l’Impero.

Edme Mathieu, come anche suo fratello Claude, utilizza casse di orologi di P. Delacroix, M. Poisson, Herbàn, nonché di J. de La Feuille e di J.B. Osmond.

Fonti:
Libro Les Ouvriers du Temps di Jean-Dominique Augard, 1996, p.374